Quando passeggio per Chueca di giorno è come stare in un cimitero di quelli sereni, dove le piante cambiano l'umore di chi passa di lì. Ci sono le cose morte a terra, i mobili, le bottiglie, i cartoni. Le vie sono strette, in salita o in discesa, bagnate ai lati; le saracinesche chiuse, i menù ritirati, girati in modo che la gente non li possa vedere. Sono le undici di mattina, gli uffici sono aperti da un'ora, la pausa caffè è ancora lontana. Poi accade che il quartiere finisce e il silenzio con lui.
Madrid è ocra, talmente ocra che a fatica si distingue una casa da un'altra. Ha forme da signora, palazzi regali, un rumore di fondo da cui si staglia il resto dei suoni. Non si capisce da dove venga questo rumore, ma c'è e da fastidio alle orecchie. Io ai rumori raramente mi abituo e li continuo a sentire, ogni giorno, sempre uguali. Delle volte sono addirittura più forti del solito.