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17 luglio 2011

Sulla luna i falò - eclissi e abbandono nel cuore di Genova -

La luna di buche ne ha molte. Molte più di quelle che credi, Francesco. Alcune sono sporche di una coltre nera che pare fuliggine ma sa di carbone e, per quanto ne so, se ne sta lì dalla notte dei tempi. Che tempi, sospiri. Giocando col dito a cancellare il nero da terra. Non pensi che qui non c'è acqua, e che i palmi sudici devi pulirteli nei pantaloni. Non tocchi, non credi. E poi d'acqua ce n'è eccome, l'ho letto su Science di luglio insieme ad un mucchio di notizie sui topi.

Se c'è una cosa che temo, Francesco, è vedere i topi da sole scorrerti accanto veloci, come la veneziana che scatta sul vetro. Sulla luna non è raro vederne di molti, il pelo irsuto, i denti di pinza, le lenti scure, il fare da duro. Se ti capita, taci, non c'è nulla da dire. Non hanno piani se non sovvertire l'umore di chi li teme e fuggire il controllo di chi li vuole domare. Tu mostrati dunque più furbo di loro, apri le mani ed alza la voce. Non hai nulla da perdere in questa terra di pece, non ti resta che ostentare il ritorno alla pace.