Helena premeva il rossetto sulle labbra fini.
Le avrebbe volute più grandi e morbide.
Chiuse a cuore sui giornali dei parrucchieri e vanto dei make up artists.
Disegnava attenta il contorno con una matita leggera, per adeguarlo al pallore del viso.
Lo sfondo ideale? Il bronzo accennato. Il respiro di una pelle di velluto.
Le cosce delle bionde quando agosto finisce.
Helena era chiara come un foglio carta. Una cesura nera tra le labbra rubine.
La sua bocca senza parole da dire.
Un nocciolo senza ciliegia.
Uscì dal sottovuoto del bagno e affondò tra i vestiti della gente del locale.
La musica non lasciava tempo di pensare. Ordinò una vodka liscia in inglese al bancone, per sé e per un amico inventato. Tentativo di evasione in sordina. S'allontanò zigzagando verso un'isola di luce. I bicchieri pericolosamente tra gli indici e i pollici. Poi finalmente un tavolo insperato.